• 19/11/2010 - 24/12/2010

operaprima : Petra Feriancova

Per il terzo appuntamento della rassegna operaprima il concept di sperimentazione white.fish.tank presenta Tales and Poems, un’installazione site-specific dell’artista Petra Feriancova (Bratislava, 1977).

Stralci di testi e lettere personali scorrono su un video, accompagnati da suoni che nulla hanno a che fare con ciò che si vede, fotografie ingrandite a discapito della qualità dell'immagine e tanto altro, e tutto ci sembra talmente banale e immediato alla vista che quasi ci chiediamo se sia arte o meno. Questo è il mondo di Petra Feriancova, o almeno ciò che si vede. Eppure c'è sempre qualcosa che accomuna l'incongruente, un tessuto che connette in un modo o nell'altro cose lontanissime tra loro. E se quel qualcosa lo si afferra allora ecco che tutto assume un significato nuovo, anzi forse assume significato ciò che prima non lo aveva affatto. L'arte dunque sta proprio lì davanti a noi, nel processo di percezione e nell'interpretazione stessa che, quasi mai univoca, ci conduce a ridefinire i contorni dello spazio e del tempo.

Tales and Poems crea un gioco di rimandi. Dal raffronto tra la parola detta, spontanea e per sua natura priva di artifici, e quella scritta, meno “pura” perché inevitabilmente filtrata, emergono forti tensioni e stratificazioni di significato complesse. Due pareti si guardano e si confrontano in un dialogo al quale siamo invitati a prendere parte. La ripetizione seriale e formale diviene effigie monumentale di un contenuto che si è dissolto. Mentre l’involucro, prima contenitore di parole e pensieri, appare ora vuoto e silenzioso.

Petra Feriancova nasce nel 1977 a Bratislava, in Slovacchia, dove tuttora vive e opera. Lavora principalmente con testi, fotografie e installazioni. Vincitrice nel 2010 del premio Oskar Cepan per giovani artisti visivi, organizzato dalla FCS Foundation for a Civil Society.

Operaprima: Petra Feriancova, inaugurazione venerdì 19 novembre ore 18.30

Dal 20 novembre al 24 dicembre
giovedì e venerdì con orario 17.00-19.30
sabato con orario 11.00-13.00 e 17.00-19.30
domenica 5|12|19 dicembre con orario 17.00-19.30

Ingresso gratuito
 


Petra Feriancova – Tales and Poems di Eva Comuzzi
La pioggia prima che cada di Jonathan Coe è stato il primo riferimento che mi è venuto in mente quando ho conosciuto il lavoro di Petra Feriancova. Un romanzo melanconico e delicato in cui la protagonista, Rosamund, giunta al termine della sua vita, registra un testamento che descrive meticolosamente venti fotografie ad una bambina cieca. Venti diapositive di una vita sofferta, per donare un passato a chi non l'ha mai avuto, per dare una forma a qualcosa che non conosce e che non ha mai potuto vedere. L’immagine della pioggia prima che cada, così come i sentimenti, i ricordi, le sensazioni, è qualcosa di impalpabile, di indescrivibile, di magico. La pioggia è acqua, elemento che cambia continuamente sembianza e stato e come tale è molto simile ad un racconto. Non è mai uguale, ma è sempre in movimento. Ciò che vedo e ciò che racconto, ciò che descrivo e ciò che scrivo. Tutto è sempre ingannevole. Anche le fotografie portano con sé questa caratteristica: “Beatrix sembra molto felice qui, lo sembrano tutti, a dire il vero”, afferma Rosamund, “so che nelle foto si sorride sempre, ed è per questo che non dovremmo mai fidarci di ciò che ritraggono”. Io ad esempio possiedo pochissime fotografie dei momenti più belli o importanti, in quanto fotografarli implicherebbe una distrazione mia o delle persone che con me li stanno vivendo. E allora li descrivo. Non subito, ma dopo diverso tempo. E molto probabilmente in modo diverso da come sono avvenuti...

Spesso mi capita di pensare a come gli individui che mi stanno attorno recepiscano le medesime informazioni, a come osservino un paesaggio, a come interpretino il comportamento di una persona o a come vedano il suo volto. In I Asked My Friends To Describe An Artwork To Me, realizzato fra il 2007 e il 2009, Feriancova pare interrogarsi sulle medesime questioni e decide così di non recarsi più alle mostre, di mandarci i suoi amici e di farsele raccontare. Il risultato è una collezione di testi stampati su carta giornale che fungono da diario e che a loro volta conversano con lo spettatore, innescando processi immaginativi diversi.

Narrare e condividere sono una costante della poetica dell'autrice che nei suoi lavori mette continuamente in dialogo passato e presente, storia personale e storia collettiva, paesaggi e spazi. Gli interni delle fotografie in mostra, nonostante siano vuoti ed apparentemente muti, sono pregni della vita segreta dei loro abitanti. Sono luoghi associati alla casa, all'intimità e al riposo. Raffigurano dei tavoli, ovvero dei mobili su cui ci si accomoda per parlare o per scrivere e chiamano in causa i rapporti che si instaurano fra le persone, la comunicazione, le relazioni (spesso difficili) e di conseguenza il linguaggio. Un linguaggio che varia non solo a seconda del tono e del timbro, dell’uso che se ne vuole fare, ma anche a seconda delle epoche. Con il tempo infatti le parole si perdono o cambiano di significato, se ne levano alcune e se ne aggiungono altre, proprio come fa uno scultore nel realizzare la sua opera. E il lavoro di Feriancova è proprio questo, è una scultura di parole dette o solo immaginate in cui tutto si intreccia. È così che mi ha parlato dei suoi lavori nelle e-mail che ci siamo scambiate. Io non ho ancora visto l’allestimento ma forse posso già percepirlo. E sarà probabilmente diverso da come me lo aspettavo. Oggi conoscerò personalmente anche lei. E chissà se sarà come me la sono immaginata attraverso la nostra corrispondenza...